
Questo libro è una guida alla lettura di Meridiano di sangue (Blood Meridian, 1985) e, allo stesso tempo, un’analisi e una decifrazione della sua storia, dei temi e delle metafore, del linguaggio usato in questo assoluto capolavoro. Libro grandioso e inquietante, costruito come una sinfonia in crescendo, scritto con uno stile sontuoso, arcaico eppure modernissimo, acceso di continue, pirotecniche invenzioni verbali è stato definito il “western definitivo” pur non appartenendo al genere western. Racconto metaforico, che va alla radice del male forse per esorcizzarlo, forse per analizzarlo, in esso campeggia, atroce, il Giudice Holden, capo della banda di cacciatori di taglie nel Texas di metà Ottocento, colui che tutto giudica avendo per metro la guerra e la forza. Nell’analisi stilistica, strutturale e tematica prodotta in questo volume vengono anche sottolineati gli elementi di continuità fra questo romanzo e la Trilogia della Frontiera (già analizzata nei tre volumi usciti precedentemente) sino ad avanzare l’ipotesi critica che McCarthy abbia costruito con questi quattro romanzi, che rappresentano il vertice della sua produzione romanzesca, una Quadrilogia della Frontiera.
Mario Arturo Iannaccone, saggista, consulente editoriale e docente di scrittura creativa, ha pubblicato numerosi studi sulla storia dell’immaginario e centinaia di saggi e articoli su riviste. Collabora alle pagine della cultura del quotidiano «Avvenire».